Con la ripresa delle attività universitarie torna in tutta la sua gravità a Pisa la questione della docenza gratuita.
Dei 26 insegnamenti andati deserti alla fine di luglio a Lettere e Filosofia, 15 sono stati nuovamente emanati a titolo gratuito il primo settembre. Scienze matematiche, fisiche e naturali ha rimesso a bando il 27 agosto 20 degli 83 incarichi già pubblicati il 9 luglio (17 gratuiti e tre retribuiti), evidentemente rimasti scoperti, ai quali ora si aggiungono due ulteriori insegnamenti non rimunerati; nel nuovo bando soltanto un corso passa da gratuito a retribuito, a conferma di un’apparente arbitrarietà. Le altre Facoltà persistono nella sciagurata opzione di corsi a costo zero (Giurisprudenza, Medicina e veterinaria, Ingegneria), salvo convenzioni con l’esterno, di dubbio vantaggio per l’istituzione e per gli studenti, come ad esempio Scienze del Turismo, il Polo dei sistemi logistici, l’Accademia Navale di Livorno, nel qual caso gli incarichi, onerosi, potrebbero essere assunti, almeno in parte, da professori strutturati dell’Università di Pisa, come ore eccedenti i doveri didattici istituzionali.
A poche settimane dall’inizio delle lezioni, proprio mentre gli studenti sono impegnati nell’importante scelta della Facoltà cui iscriversi, non è possibile dire se e quanti corsi si svolgeranno effettivamente. Qualora venissero comunque trovati per queste cattedre i docenti disposti ad insegnare, prepararsi, fare esami, garantire il ricevimento degli allievi e seguire tesi di laurea, è facile intuire quali menomazioni il loro lavoro incontrerebbe, data la natura totalmente gratuita della prestazione offerta e, quindi, il bisogno di guadagnare il necessario per vivere altrove. Il disordine e l’incertezza che regnano in questa fase si potranno sperimentare già a partire dal 2 settembre, quando proprio la Facoltà di Lettere e Filosofia presenterà la programmazione didattica in un “open day” di orientamento per le matricole. Quali percorsi di studio verranno illustrati dal preside di una Facoltà che ha scelto di bandire ben 74 contratti a titolo gratuito? Lo chiediamo al preside, prof. Iacono, per senso di responsabilità e per rispetto verso gli studenti e i genitori che si avvicinano all’ateneo di Pisa facendo affidamento sulla fama di eccellenza che esso si è conquistato negli anni. Ci sia permesso di aggiungere: anche grazie al lavoro, sottopagato e spesso non riconosciuto, dei ricercatori-docenti precari. L’insistenza su rapporti contrattuali sempre più squalificati non garantirà il funzionamento dell’Ateneo bensì lo condurrà a un lento e inesorabile declino. Non servirà aver vessato ulteriormente quei ricercatori-docenti precari che da diversi anni tenevano i corsi ora banditi a titolo gratuito, molti dei quali – avendo scelto di dichiararsi indisponibili – saranno costretti ad allontanarsi dall’Ateneo, con un’inevitabile perdita di capacità e di competenze, oltre che di relazioni spesso consolidate con gli studenti.
Rinnoviamo dunque al prof. Pasquali la richiesta di ridiscutere nel suo complesso il sistema degli incarichi di docenza e l’invito a convocare al più presto un tavolo di confronto allargato a soggetti terzi, per esempio ad esperti o avvocati di diritto del lavoro, a garanzia d’imparzialità e trasparenza, per trovare una soluzione rispettosa della dignità e delle esigenze delle parti. Di fronte a una situazione talmente grave da aver conquistato l’interesse dei media nazionali, di istituzioni come la Regione Toscana e di varie forze politiche e sindacali, colpisce l’indifferenza delle principali autorità accademiche. Il rettore non può trincerarsi dietro la necessità di rispettare l’autonomia delle Facoltà, poiché è egli primo responsabile della qualità e del futuro dell’Ateneo.
Coordinamento precari della ricerca e della didattica – Università di Pisa
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